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La FASE 2 sulla Romanord non è ancora partita e gli utenti hanno PAURA.

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09/06/2020 di Bonfa.it

La Ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo di fatto è ancora in “lockdown” nonostante le rassicurazioni ricevute a più riprese dall’ente regionale che abbiamo incontrato più volte ultimamente proprio per discutere su come sarebbe stata garantita una riapertura e un accesso alla fase2 in sicurezza.

Purtroppo conosciamo meglio di tanti i problemi della ferrovia che utilizziamo tutti i giorni (anche festivi) per affermare che le parole le porta via il vento, insieme alle tante promesse che via via si sono susseguite negli anni.

Stavolta però la questione è più seria poichè è in discussione la salute delle persone che viaggiano e si spostano con la nostra ferrovia.

Stamattina è bastato un guasto tecnico di circa un ora per mettere a nudo tutte le mancanze ataviche e storiche di questo tratto fondamentale di mezzo pubblico.

E come pensavamo, è bastato questo per mandare all’aria tutte le prescrizioni anti #covid19 e ritrovarci ammassati dentro navette arrivate tardi e in numero insufficiente alla domanda.

In queste condizioni ,non essendo rispettate le prescrizioni minime (una su tutte il distanziamento di 1 metro tra gli utenti) le navette non sarebbero dovute partire senza aver prima controllato gli afflussi (mancando i controlli agli ingressi, ognuno cerca di salire come può per andare al lavoro o per altro visto che è già in ritardo per colpa del guasto al treno) e gli utenti stessi avrebbero dovuto chiamare le forze dell’ordine per sollecitare il gestore al rispetto del contratto di servizio e per far giungere sul posto un numero di navette sostitutive adeguato.

Questo non accade mai ma la colpa oggi è maggiore perchè esistono decreti attuativi, leggi, prescrizioni per la tutela della salute delle persone ai tempi del covid19…tutto saltato per un banale guasto a un treno.

Chiediamo come sempre che chi ha responsabilità in tal senso ne risponda in prima persona e come azienda, non ci si può nascondere.

Queste sono alcune testimonianze fotografiche raccolte stamattina. Ognuno tragga le proprie valutazioni.

Poi passiamo alla parte importante: l’orario di servizio.

Da settimane chiediamo alla Regione Lazio di far ripristinare a ATAC le corse che erano in orario prima dell’emergenza virus, ma ogni volta c’è un problema. Di fatto siamo al 70% circa delle corse pre-covid19 per la tratta urbana, al 60% della tratta extraurbana (che già soffre di un precedente taglio di corse per l’adozione del nuovo regolamento ANSF del 1 luglio 2019, per il quale la Regione Lazio e ATAC hanno letteralmente dormito per due anni e mezzo, ritrovandoci con un taglio di un buon 30-40% di corse dall’oggi al domani per non aver ottemperato alle richieste di ANSF di anni prima).

Ma mettiamo un attimo a fuoco la situazione per l’urbano in giorni festivi e di domenica: siamo al livello delle corse erogate in lockdown!!!

  • corse urbane festive nel precedente orario invernale al 16.9.2019: 96
  • corse urbane festive orario 17 marzo 2020 (lockdown): 76
  • corse urbane festive orario 4 maggio 2020 (fase 2): 80

Questa è una presa in giro.

Passiamo all’extraurbano feriale (lun-sab).

L’ultimo treno da viterbo è alle 18.21 che ti porta a Catalano…e poi ti attacchi, se devi arrivare a montebello a prendere l’urbano. Una città come Viterbo isolata dalle 18…è inammissibile!

Poi ci sono dei buchi di orario assurdi da Roma (diciamo da Catalano o da Montebello) per arrivare alla parte alta della linea per tutto il primo pomeriggio e la mattina a viterbo a scendere.

In pratica ti fanno comprare casa fuori roma per poi isolarti. Un buon viatico per la sopravvivenza e la prosperità dei comuni fuori la cintura del Grande Raccordo Anulare! Qua anche i sindaci dovrebbero muoversi con la fascia tricolore sotto l’ente regionale per protestare e invece sono tutti tranquilli. Il famoso “osservatorio dei lavori” (creato dalla Regione Lazio nell’estate del 2019 sull’onda della protesta popolare di tanti cittadini dopo la sottomissione di atac e regione ai dettami di ANSF che di fatto ha stroncato la romanord extraurbana), al quale abbiamo chiesto ripetutamente di essere invitati, ma mai ammessi nonostante le promesse, cosa sta facendo a parte riportare le notizie che da questo comitato o incontrarsi in regione quasi in segreto e pubblicare tramite alcuni siti dei comuni partecipanti (ci viene il dubbio se i sindaci o loro delegati siano tutti dentro l’osservatorio come partecipazione attiva) notizie su ipotetici inizi di lavori di raddoppio? I sindaci dovrebbero battersi sul ripristino delle corse, anche perchè se a settembre si ritorna alla scuola “in presenza” e tanti lavoratori torneranno negli uffici e riapriranno “in presenza” le loro attività…come si potranno garantire la sicurezza e la salute dei cittadini-pendolari in queste condizioni? Queste sono domande che facciamo da mesi, ma le risposte tardano ad arrivare.

Insieme all’associazione Trasportiamo abbiamo sottoposto MESI FA una proposta di orario: ci dicono di averla visionata, ma probabilmente si sono fermati a quel punto. Peccato che con qualche treno in più e a costo ZERO (ricordiamo che il nostro è un servizio STRAPAGATO con contratto da 90 milioni di euro più biglietti e abbonamenti!) si potrebbe risollevare di molto il servizio erogato.

Abbiamo poi risottoposto più volte la richiesta dei rimborsi degli abbonamenti non fruiti a marzo e aprile per via del lockdown e sulla quale l’assessore regionale in persona aveva assicurato tempi brevi e invece ancora tutto tace. Speriamo che la pratica non venga “dimenticata”, ma tanto ci saremo noi a ricordarlo ad ogni incontro.

Abbiamo richiesto un nuovo incontro alla Regione Lazio e ad Astral (ricordiamo che dal 1 gennaio 2021 dovrebbe subentrare Cotral – non subito- alla gestione di ATAC) per parlare di orari di servizio e rimborso abbonamenti. Avute risposte certe su questo allora andremo avanti con il resto, fermo restando che dobbiamo sapere anche i tempi per i lavori programmati sulla linea (i raddoppi riano-morlupo e il fondamentale raddoppio tra montebello e riano), sull’arrivo dei nuovi treni, sulla carta dei servizi 2020 (che ancora non esiste) e sul nuovo contratto di servizio.

Noi non molliamo!

Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord.

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