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Visita del Comitato Pendolari alla stazione di Acqua Acetosa

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14/11/2013 di El Negro Zumbon

Lunedì 4 Novembre 2013 il Comitato (rappresentato da Tommaso Rosica) è stato ricevuto da ATAC, nelle persone degli ingg. Federico Chiovelli (Responsabile del Movimento) e Alberto Lanzone (Responsabile della linea). La visita si è divisa in due parti: la sala del Dirigente Centrale Traffico e l’Officina.

Il Dirigente Centrale Traffico

All’ingresso nell’ufficio, l’ing. Chiovelli inizia subito a confrontarsi col personale sulle possibili soluzioni al sovraffollamento che si viene a creare la sera alla stazione di Piazzale Flaminio: la soppressione del treno urbano causa un “buco” temporale di 16 minuti tra il precedente urbano 17:52 e l’extraurbano 712 delle 18:10, che per l’occasione effettua anche servizio urbano. La notevole quantità di persone (domanda di trasporto extraurbana ed urbana) rende di fatto il treno invivibile se non addirittura inutilizzabile per raggiungimento della capienza massima e anche oltre, senza contare i ritardi nel carico/scarico dei passeggeri. Come soluzione si pensa di diminuire l’intervallo di 16 minuti “ridistribuendo” i treni nell’immediata vicinanza temporale, o – meglio ancora – di prelevare alcuni turni di lavoro dal pomeriggio o dalla mattina, in cui c’è meno domanda di trasporto. Ricordiamo che la rimodulazione in corso rappresenta un tentativo di regolarizzare l’orario, che non è di fatto mai possibile rispettare per mancanza di personale di condotta e/o scorta (fenomeno che si acuisce nel tempo causa pensionamenti non rimpiazzati – un macchinista è andato in pensione proprio recentemente). L’idea è di sopprimere regolarmente alcuni treni in luogo di soppressioni casuali. All’atto pratico, il numero di corse è quello previsto dall’orario del sabato feriale anche dal lunedì al venerdì feriali. I responsabili della linea stanno collaborando con i colleghi del personale per trovare una soluzione alla mancanza di personale.

Entra dunque l’ing. Lanzone, a cui fa seguito poco dopo Mario Impastato (Responsabile del personale di Condotta). Viene spiegato il funzionamento del Quadro Luminoso, che permette al Dirigente Centrale Traffico di vedere lo stato di occupazione della linea, dei segnali alti e bassi (limitatamente alla tratta urbana) e dei deviatoi. Ad Acqua Acetosa è installato un apparato di vecchio tipo, elettromeccanico; a Montebello, invece, è elettronico, come quelli in uso da parte di RFI (gruppo Ferrovie dello Stato Italiane). Il deviatoio a Prima Porta è stato disattivato in occasione del rialzo del piano del ferro, mentre uno solo dei deviatoi di Acqua Acetosa è al momento guasto, ma si conta di ripristinarlo a breve, anche perché farebbe guadagnare tempo prezioso per alcune manovre.

Sempre limitatamente alla tratta urbana, è implementato il sistema di Train stop: l’attraversamento di un segnale a via impedita causa l’arresto immediato del treno (dei soli Firema, a quanto scritto sul gruppo Facebook del Comitato). Per i treni Alstom è previsto un finanziamento della Regione Lazio, è stato già fatto il capitolato ed il contratto deve essere firmato dalle parti.

Per quanto riguarda l’informazione al pubblico in tempo reale, è confermato che le stazioni non sono collegate tra loro, il che rende impossibile una comunicazione uno-a-molti tramite diffusione con gli altoparlanti. Sulla ferrovia Roma-Lido è invece in funzione una comunicazione tra soli operatori di stazione, che pertanto possono replicare l’informazione in locale per i viaggiatori in attesa nella propria stazione. Ovviamente ciò richiede la presenza fisica dell’operatore.

Il materiale rotabile (treni) in circolazione sulla linea è costituito dai treni Firema e gli Alstom. I treni TIBB vengono usati nella parte alta della linea solo per le manovre. E’ in programma una nuova sottostazione elettrica nella tratta urbana in quanto quella di Tor Di Quinto è insufficiente ad alimentare tutti i treni in circolazione contemporaneamente sulla linea. Ci si sofferma poi sui principi di funzionamento dei motori dei Firema e degli Alstom.

Si parla poi dei nuovi treni. Ci viene comunicato che i Beta2 Freccia Flaminia, la cui produzione è stata interrotta per problemi economici del costruttore, Firema SpA, era iniziata: ne sono state infatti prodotte le casse. Il pagamento del 10% tuttavia era già stato effettuato, quindi si sta cercando di fare ripartire la produzione, in modo da ridurre anche i tempi di consegna.

L’Officina

La visita poi è proseguita con gli ingg. Chiovelli e Lanzone. Dagli uffici ci spostiamo a nord del fabbricato viaggiatori, nell’officina, dove sono presenti due treni Firema E84 con allestimento urbano. È presente anche la fossa d’ispezione per visionare i treni dal basso.

Un treno è fermo per la manutenzione programmata mentre l’altro è in fase di verniciatura dopo una piccola revisione fatta presso l’officina di Catalano con personale ATAC. La piccola revisione prevede la sostituzione di tutte le porte ed i gradini con altri revisionati da personale ATAC, la sostituzione delle parti di pavimento ammalorate, l’installazione dell’impianto tachigrafico Memotel, la verniciatura di alcune parti di arredo interno, la revisione dell’impianto pneumatico, delle apparecchiature elettriche, lavori di carrozzeria in particolar modo sulle testate dove viene ricostruito l’alloggio per il vetro frontale

Saliamo dalla cabina di condotta. Tutte le porte che collegano le carrozze sono aperte e colpisce riuscire a scorgere l’altra cabina (un po’ come stare su un treno “CAF”): servono assolutamente le carrozze comunicanti. Dopo avere esaminato il “cruscotto” (risistemato anch’esso) e avere notato il pedale dell’”uomo morto”, entriamo nel vano passeggeri, dove mancano le “paratie” in alto (in verniciatura presso l’officina di Catalano), segno di lavori in pieno corso. Le porte sono pulitissime.

Viene confermato che sui Firema non è possibile installare un sistema di ventilazione, anche la sola ventilazione forzata (aria non condizionata).

È stato fatto presente da parte del Comitato il problema dei vetri oscuri che rendono la visione notturna quasi nulla: su alcuni finestrini sono stati installati dei vetri che oscurano di meno (il tipo di vetro serve per ridurre il riscaldamento d’estate in assenza delle tendine che sono ormai state tutte vandalizzate).

Terminata la revisione della 105-203-106, inizieranno i lavori sul convoglio 109-205-110, la cui testata (il “parabrezza”) necessita di urgenti interventi a causa della ruggine.

Il Comitato si rende disponibile per una visita conoscitiva anche a Civita Castellana e a Catalano.

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6 thoughts on “Visita del Comitato Pendolari alla stazione di Acqua Acetosa

  1. Emanuele ha detto:

    Sono quasi contento che la costruzione dei nuovi treni è stata sospesa, se fossero entrati in servizio negli anni scorsi a quest’ora sarebbero ridotti a latrine come quelli attuali. A proposito, i sedili spero non siano in tessuto come quelli in uso oggi.
    Se andrete a Civita avrete un esempio da manuale per far capire all’Atac che la sorveglianza ai tornelli serve nel tratto urbano dove le stazioni sono state riammodernate mentre per l’extraurbano i tornelli sono inutili e ci vuole il controllore fisso a bordo.

    • Tommaso ha detto:

      Beh, diciamo che il problema dell’incivilta’ si riproporra’ nel futuro come nel presente, ma il suggerimento dei sedili lo recepiamo a gran voce! Si potrebbe anche pensare a un rivestimento come nei convogli di Trenitalia, che ne pensi?

      Per i varchi intendi che mal si adattano al “design” storico delle stazioni, totalmente differente da quelle della tratta urbana, ho capito bene? In ogni caso il controllore a bordo lo chiediamo a gran voce e si e’ cominciato a vedere sulla tratta urbana 🙂 speriamo quanto prima sull’extra!

      Grazie!

      • Emanuele ha detto:

        Trenitalia usa nei regionali l’ecopelle blu, che non è il massimo da vedere ma si pulisce più facilmente. Negli intercity c’è un tessuto più bello che secondo le etichette è antibatterico ma il discorso resta sempre quello: senza sorveglianza anche un sedile in pastica viene sporcato e vandalizzato.
        Per i varchi intendo anche il fatto del design, le stazioncine caratteristiche presenti su questa linea andrebbero conservate come sono, all’estero fanno così. I tornelli in questi casi verrebbero installati alla meno peggio ma inevitabilmente finirebbero per stravolgerle con dubbi vantaggi. Civita come detto è un caso lampante di stravolgimento e inutilità.
        Bene per i controllori ma usarli sulla tratta urbana significa solo mettere una pezza alla non sorveglianza dei tornelli. Sulla extraurbana invece sarebbero la manna dal cielo (se facessero il loro dovere, che significa girare per le carrozze e non chiacchierare con il macchinista. Quelli di un tempo giravano e i portoghesi non si vedevano).

      • Tommaso ha detto:

        Grazie del commento, Emanuele, ne terremo conto!

  2. Emanuele ha detto:

    Il mio sogno è la videosorveglianza in ogni ambiente del treno con immagini nella cabina di guida e il capotreno che controlla. Appena qualcuno mette i piedi sul sedile si scatta una foto (niente di più facile con la tecnologia attuale), parte il controllore e con la foto come prova multa la persona di 20 euro. Se mai vedrò una scena del genere piangerò di commozione 🙂
    Inutile dire che ATAC incasserebbe qualche centinaio almeno di euro in pochi giorni e che questo odioso fenomeno verrebbe stroncato.

    • Tommaso ha detto:

      Magari, Emanuele. E’ tutta questione di voglia di fare.

      In ogni caso la videosorveglianza la mettiamo da qualche parte nel documento “Stato della linea” 🙂 !

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