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La stazione “fantasma” di Vigna Clara

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14/04/2013 di El Negro Zumbon

Nel servizio, andato in onda su RAI 3 giovedí 11 alle ore 7.30, si parla della stazione “fantasma” di Vigna Clara, inaugurata nel 1990, durante i mondiali, per farne una cattedrale nel deserto.

É stata utilizzata per otto giorni e ha movimentato circa 60 mila passeggeri, poi l’oblio.

Durante la trasmissione è intervenuto il Comitato per dire la sua.

 

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3 thoughts on “La stazione “fantasma” di Vigna Clara

  1. cristina ha detto:

    dalla zona tiburtina e’ un disastro arrivare a corso francia i tempi sono lunghi io lavoro in telecomitalia e per me e’ un problema arrivare in via oriolo romano

  2. […] Questa linea dai costi faraonici fu usata soltanto per 8 giorni in occasione delle partite che si svolgevano allo stadio Olimpico: i convogli partivano a distanza di circa 20 minuti dalla stazione Tiburtina e fermavano alle stazioni Tuscolana, Ostiense, Trastevere, San Pietro e Farneto (nome ufficiale: Olimpico – Farnesina), poi proseguiva per Vigna Clara, dove erano stati sistemati 4 binari di sosta. A fine partita il tutto funzionava nel verso opposto. In tutto scesero alla stazione di Olimpico – Farnesina circa 60.000 persone (stime FS) e nessuna o quasi a Vigna Clara. Al termine dei Mondiali il collegamento venne abbandonato in attesa dei lavori di miglioramento della linea che però non furono mai effettuati. Furono saccheggiate e vandalizzate fino alla chiusura ufficiale, nell’ottobre del 1990. Nel 1993 avveniva il sequestro della stazione di Vigna Clara, disposto dal sostituto procuratore Giorgio Castellucci, per accertare se vi fossero stati comportamenti illeciti, nei confronti della pubblica amministrazione, nella costruzione della stazione e nel suo mancato utilizzo successivo. Secondo le Ferrovie dello Stato tutto il tratto Farneto/Vigna Clara era “un collegamento provvisorio che usato a pieno regime non avrebbe offerto sufficienti garanzie di sicurezza”. Vennero rinviati a giudizio l’ex direttore generale del Ministero dei Trasporti Ercole Incalza, tre dirigenti generali delle Ferrovie (Arturo Pandolfo, Sandro Cerasoli e Gianfranco Marras), due ingegneri dipendenti dello stesso ente (Gianfranco Tiberi e Luigi Renzi), l’ex capo compartimento delle Ferrovie di Roma, Carlo Ianniello, e l’ingegnere direttore dei lavori Antonio Pacelli: i reati ipotizzati erano abuso d’ufficio e omissione d’atti di ufficio. Nel 1995 tutti gli imputati sono stati prosciolti in quanto “il fatto non sussiste”: nessuno è ritenuto colpevole di tale spreco di denaro. A questo punto la stazione viene data in affitto dalle FS (per cifre superiori ai 100 milioni di lire al mese) per organizzare spettacoli cinematografici, mostre di antiquariato, conferenze e attività simili. Nel 1998 le Ferrovie rientrano nel pieno possesso della stazione, della cui funzione originale non resta anche perché nel frattempo in vari punti del tracciato ferroviario sono stati rimossi i binari. Oggi c’è un negozio di abbigliamento ed un bar. E pure brutto, come potete vedere da queste foto Nel 2013 Rai Tre si è occupata di questa stazione ed in generale dell’anello ferroviario, ascoltando anche l’opinione del Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord: La stazione “fantasma” Vigna Clara […]

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