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Cronoprogramma aggiornato, quello vero! #romanord #osservatorio

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13/11/2019 di Bonfa.it

Poco fa sono state diffuse informazioni sull’ultima riunione dell’Osservatorio sulla Sicurezza e Raddoppio, istituito a settembre scorso, come riportammo nel dettaglio in un nostro precedente articolo.

Da allora si è riunito in due o tre occasioni, l’ultima oggi.

Secondo quanto riportato dai sindaci e referenti comunali presenti, oltre a quelli della Regione Lazio e di Atac, sono confermati i finanziamenti per il raddoppio e per i lavori di ammodernamento, stanno per partire le lettere di invito per le ditte “prequalificate”, dopo le feste di natale riaprirà il cantiere della nuova stazione di piazzale flaminio. Si parla di 400 milioni di euro di investimenti da qua al 2023 e la Regione Lazio sta facendo il possibile, dopo le inerzie regionali delle passate legislature. La colpa è sempre di chi viene prima, peccato che questa legislatura è in piedi da due mandati, ma è un dettaglio che non interessa. Noi come Comitato Pendolari, da statuto lontanissimi da discorsi partitico-politici (è sempre bene precisarlo) siamo interessati solo ad avere un servizio migliore, degno di una capitale come Roma e non quello schifo che usiamo da anni ormai!

Tutto molto bello quello che dicono i comunicati, peccato che la situazione che viviamo è sempre quella in via di peggioramento e che ha richiesto dapprima la convocazione di una assemblea pubblica di pendolari e poi l’indizione a furor di popolo di una manifestazione pubblica da parte di questo comitato, cosa mai accaduta in 7 anni, perchè i pendolari sono ormai stanchi di promesse. E’ dal 2012 che sentiamo parlare e scrivere di investimenti, di raddoppi, di nuovi treni..e invece viaggiamo in treni bestiame, sporchi dentro e fuori, imbrattati, vandalizzati, senza servizi igienici e aria condizionata per la maggior parte della “flotta”. Stazioni inaccessibili a disabili, carrozzine, passeggini, biciclette!!

Il senso di scoramento si percepisce anche nei dipendenti che lavorano su quei treni e nelle stazioni: hanno capito anche loro che la situazione non è così rosea come la dipingono e per come ce la vogliono far passare.

Tutti i giorni saltano corse urbane ed extraurbane, con un servizio già ai minimi storici per via dell’adozione dei regolamenti di ANSF e per la colossale “dormita” di oltre due anni da parte di Regione Lazio e Atac dopo la tragedia ferroviaria di Andria e Corato.

Adesso che i buoi sono fuggiti dalla stalla si cerca di correre ai ripari, ma ormai il tempo perduto non si recupera.

Si prospetta addirittura la chiusura dell’attuale stazione di piazzale Flaminio per oltre un anno, con attestazione di capolinea a Acqua Acetosa (cose che noi già paventavamo nel 2015, basta andare a rileggere vecchi articoli riportati in dettaglio su questo sito). Rispolvereremo forse il vecchio ma purtroppo utile hashtag #FLAMINIONONDEVECHIUDERE …ricordate?

Si prospetta anche la chiusura della tratta extraurbana per almeno 2 anni, con bus sostitutivi che correranno lungo la via flaminia, da Montebello a Viterbo. Una situazione insostenibile anche per i santi….si badi bene, pagando sempre profumatamente biglietti e abbonamenti, oltre a versare almeno fino al 31.12.2020 i soliti NOVANTA MILIONI DI EURO a ATAC, comunque vada.

Questi sono i fantastici progetti partoriti dalle menti di chi su quei treni non ha mai viaggiato, se non in campagna elettorale, per poi scomparire subito dopo. E allora che importa se Flaminio chiude per 1 anno, la tratta extraurbana per 2 e via dicendo? Tanto mica viaggiano loro!

E pensare che si potrebbero fare i lavori di messa in sicurezza nel rispetto della normativa di ANSF senza raddoppio e spendendo un decimo di quei soldi. Anche senza interrompere il servizio! Pensate anche voi che sia una follia spendere 154 MILIONI DI EURO per raddoppiare 5 km di ferrovia? Non sarebbe meglio usarne meno di 20 per installare un sistema marcia-treno che potrebbe garantire velocità maggiori e incroci in sicurezza, riportando l’offerta ferroviaria a 60 e più corse extraurbane giornaliere, togliendo bus sostitutivi e riducendo inquinamento, traffico e stress per tutti? Troppo semplice!

L’Osservatorio decide anche su questo, per cui dovrebbe produrre un cronoprogramma, cosa che abbiamo chiesto da settembre e mai avuto. Avevamo anche chiesto di entrare come comitato nell’osservatorio, ma ci è stato negato. Comunque del cronoprogramma dei lavori non ce n’è traccia, per questo ne abbiamo prodotto uno noi, che aggiorniamo poi in base ai loro comunicati post-osservatorio.

Questo è l’ultima versione, di oggi.

Cronoprogramma FRN agg 20191113

Cronoprogramma del Comitato – 13 novembre 2019

Abbiamo evidenziato e aggiornato le date della riattivazione del cantiere di flaminio (spostato in avanti di altri 3 mesi…) e l’aggiunta della voce sull’invio delle lettere per la fornitura dei nuovi treni.

A chi dobbiamo credere? Noi crediamo a quello che vediamo…e purtroppo da quello che vediamo ci rendiamo sempre più conto che la distanza tra i pendolari-cittadini e le istituzioni che devono decidere, farci star bene e usare al meglio le nostre tasse è sempre più incolmabile! Anche qualche sindaco se ne sta rendendo conto…finalmente!

Saremmo felicissimi di essere smentiti su date e progetti, ma non è mai accaduto.

Vi aspettiamo TUTTI a Piazza del Popolo questo sabato, ci saranno tutti i comitati e le associazioni interessate! Aspettiamo anche i sindaci, Atac e Regione per un bel confronto pubblico.

Riprendiamoci la nostra amata ferrovia Roma Nord!

Volantino manifestazione 16.11 - finale

One thought on “Cronoprogramma aggiornato, quello vero! #romanord #osservatorio

  1. Emanuele ha detto:

    E’ da non so quanti anni fa, da quando ho commentato le prime volte che dico che è assurdo spendere barche di soldi per raddoppiare linee e costruire caterve di sottopassaggi e sovrappassaggi per eliminare passaggi a livello quando con una spesa di un ordine di grandezza inferiore si automatizza la linea mettendo in sicurezza tutto, passaggi a livello compresi. Portavo come esempi linee giapponesi decisamente trafficate a binario unico con una quantità industriale di passaggi a livello dove i treni filano come… treni e non c’è mai un incidente.
    Certo, capisco che paragonare i giapponesi a chi gestisce la Roma Nord potrebbe far sorridere (diciamo così).
    E dell’orario per la tratta Catalano-Viterbo che è stato proposto un mese fa da un pendolare con treni ogni ora e scambio a Vignanello che rendeva praticamente sicura la linea pure nelle condizioni in cui è si sa più nulla?

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